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Salute Cerebrale

Il cervello, pur nella sua complessità e diversità tra la moltitudine di specie esistenti sul pianeta, sembra mostrare qualcosa in comune per tutti: il suo deterioramento nel tempo e le sue reazioni rispetto all’invecchiamento. Di solito consideriamo questi aspetti in relazione agli anziani ma lo stesso si può dire per i nostri animali domestici e in particolare per il cervello del gatto.

La dimensione del cervello del gatto è una frazione rispetto a quello di un essere umano ma è molto simile nel modo in cui opera e reagisce agli stimoli e ai fattori ambientali che ne influenzano lo sviluppo nel corso della vita. In particolare, i danni cerebrali del gatto che si verificano con l'età mostrano un modello di sviluppo sorprendentemente simile a quello del cervello umano.

Funzioni del cervello del gatto

Il cervello del gatto, come in tutti i mammiferi, svolge innumerevoli funzioni utili per il suo organismo: controllare il sistema circolatorio e quello digestivo, cercare e trovare cibo, controllare le emozioni, programmare i suoi straordinari riflessi e gestire le sue relazioni con gli umani e gli altri gatti. È quindi importante che il cervello del gatto sia curato e nutrito adeguatamente per garantirgli una vita sana, attiva e felice.

Danni al cervello del gatto

I disordini cognitivi felini sono molto diffusi nei gatti anziani. Oggi, con lo sviluppo della tecnologia e della medicina, non è raro che un essere umano viva oltre i 90 anni o addirittura superi i 100! Lo stesso si può dire dei gatti che, per gli stessi motivi, possono vivere oltre i 15 anni, che sarebbero l’equivalente dei nostri 85 anni. Questa durata di vita di un gatto è sicuramente un bene ma comporta conseguenze come appunto i disordini cognitivi che agiscono in maniera molto simile alla malattia di Alzheimer e che possono gettare un'ombra di dubbio sull’ultima fase della vita del tuo gatto.

Come individuare un danno al cervello del gatto?

Come già detto, i disordini cognitivi felini seguono un percorso simile all’Alzheimer negli umani. Se ti sembra che il tuo gatto sia meno affettuoso, abbia difficoltà a muoversi in casa, perda l’appetito o pianga più spesso e durante le ore notturne, allora hai buoni motivi per nutrire qualche preoccupazione. L’aspetto più straziante del deterioramento del cervello del gatto è che i sintomi si esasperano a vicenda. Il cervello del gatto, infatti, più o meno come quello umano segue un mantra: usami o mi perderai. La mancanza di interazione con altri gatti e con gli umani è uno dei sintomi principali dei disordini cognitivi e può causare un rapido deterioramento cerebrale.

Come curare i danni al cervello del gatto

Purtroppo i sintomi di queste patologie sono irreversibili. Ci sono alcune misure mediche che possono essere adottate per rallentare il deterioramento del cervello del gatto che può anche mostrare alcuni segni di recupero ma in genere non vi è alcuna garanzia che i sintomi non si ripresentino in seguito. Si deve anche considerare il fatto che un trattamento farmacologico potrebbe essere stressante per il micio e che l’età avanzata lo rende senz’altro più vulnerabile. Così come per noi umani, la lotta per prevenire i disordini cognitivi del gatto va combattuta molto prima che i sintomi siano manifesti.

Misure preventive per la salute del cervello del gatto

Come suggerisce il mantra “usami o mi perderai”, esistono molte opportunità per garantire al tuo amico felino un sistema cognitivo sano che lo accompagni durante la vecchiaia. In primo luogo, proprio come i muscoli del corpo, il cervello può beneficiare enormemente dell'esercizio regolare. Mantieni il tuo gatto fisicamente attivo, poiché il movimento è una delle funzioni principali del cervello ma anche tu puoi contribuire a mantenerlo reattivo mentalmente. Per esempio, invece di lasciare il cibo sempre al solito posto, alterna le posizioni oppure nascondilo. Questo spingerà il tuo micio ad usare le sue capacità cognitive per trovare il premio e a sfruttare le sue naturali abilità di parkour felino per raggiungerlo. Lo stesso si può dire per i giocattoli e i mini percorsi a ostacoli che sfidano le sue capacità mentali e ne stimolano il cervello.

Anche introdurre un altro gatto in casa può essere di grande aiuto. È risaputo che i gatti sono creature solitamente solitarie ma in età avanzata l’arrivo di un altro gatto vuol dire avere un amico con cui giocare ed esplorare il mondo con grande beneficio delle capacità cognitive. Inoltre, un socio più giovane e più energico può dare una nuova vita all’amico felino e riavvolgere il suo orologio cerebrale prevenendo potenziali danni al cervello del gatto.

Anche l’alimentazione del gatto è importante per garantirgli una buona salute fisica e mentale. Una dieta equilibrata e ricca di antiossidanti è la base su cui costruire l’efficienza delle funzioni cerebrali e corporee.

L’ultimo ma non meno importante passo verso il benessere del tuo amico felino è un adeguato trattamento a base di integratori. Un'alimentazione bilanciata, diversificata nei suoi macronutrienti, è un ottimo punto di partenza e gli integratori naturali completano la protezione dalle minacce del tempo. Il cervello del gatto, più o meno come il cervello umano, è composto da una moltitudine di singole aree preposte a scopi ben specifici ed esistono integratori naturali che possono soddisfare le esigenze di ciascuna area in particolare. Un approccio complementare su misura insieme ad una dieta equilibrata, interazione ed esercizio fisico, fornisce la ciliegina sulla torta quando si tratta di preservare l’equilibrio psico-fisiologico del cervello del gatto.

È importante sottolineare che i migliori integratori sono quelli di provenienza naturale. Il cervello del tuo micio è troppo prezioso per essere messo a repentaglio utilizzando prodotti sbagliati e dannosi. Gli integratori a base naturale, oltre ad essere molto efficaci grazie ai loro principi attivi, sono privi di sostanze chimiche pericolose e sono molto più adatti a salvaguardare la salute del cervello del gatto.